Dolore alla spalla destra? Lavorate sull’anca sinistra

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Dolore alla spalla destra? Lavorate sull’anca sinistra

Una cosa che colpisce tantissimo nell’utilizzo di HMO è la grande capacità di far scomparire (o attenuare) il dolore cronico che assilla da tempo immemore clienti, atleti e pazienti. Chi di voi (o delle persone che seguite) non ha un ricorrente mal di collo, schiena, ginocchio, spalla!!?? chi non prova una noietta, un fastidio, un senso di “allarme” quando esegue la prima reps di un gesto motorio più complesso, come uno squat ad esempio? Il fatto è che quella noia, o quel dolore ormai cronicizzatici addosso, ben raramente è segnale di un problema meccanico ancora e realmente in atto. Parliamo di ernie, lesioni, protrusioni, stiramenti, posture, ma la verità è che tutto questo deriva nella stragrande maggioranza dei casi dal nostro SNC che ci comunica che qualcosa “non gli piace” e spesso localizza quell’output, quella lamentela, in una zona del corpo che è stata particolarmente significativa in termini di sopravvivenza per la sua memoria: l’ernia che 20 anni fa ci ha bloccato la schiena, il menisco traumatizzato 10 anni fa, il colpo di frusta dell’ultimo incidente in macchina…..
HMO ci permette di creare attività motoria, spesso semplice mobilità articolare o ginnastica oculare, vestibolare o respiratoria, studiata per spiegare al SNC che quel dolore oggi non è più necessario e che io ho bisogno di tornare a muovermi con un maggiore confort e senza segnali “d’allarme”. Una cosa buffa, per chi affronta il modello le prime volte, è che quando si lavora sul dolore spesso la zona target degli esercizi non è assolutamente quella dove risiede il fastidio, anzi, molto molto spesso è totalmente agli antipodi. Inoltre se ho dolore a sinistra, sarà molto probabile trovarsi a lavorare sulla parte desta, eppure, magia, il dolore prima si attenua e poi scompare (immaginatevi come potrete cambiare la qualità della vita delle persone a cui fornite il vostro servizio professionale). E com’è possibile tale magia??? La regola della grande X ci aiuta a capire cosa si nasconde dietro questo tipo di azione.
GRANDEX
Quella che in HMO definiamo “regola della grande X”, infatti, ha decisamente moltissime spiegazioni, ma uno dei principali motivi risiede nel fatto che lavorando dal lato opposto rispetto al dolore sfruttiamo la capacità della corteccia controlaterale di stimolare la PMRF ipsilaterale che ha anche la funzione di inibire il dolore ipsilateralmente (se muovo la parte sinistra del corpo attivo la corteccia destra la quale comunica con la PMRF ipsilaterale, la conseguenza sarà un’inibizione del dolore a destra).
brainsag
La PMRF è un area del nostro sistema nervoso situata a livello del tronco encefalico che compete a tantissime funzioni del nostro organismo di cui la quasi totalità inconsce e assolutamente vitali. Nel tronco encefalico, infatti, risiedono centri che regolano respirazione, tono muscolare dei vasi, frequenza cardiaca, volume-sistole e quindi della pressione sanguigna. La PMRF fa parte di quell’area più antica del nostro cervello (archeocerebellum) che racchiude il funzionamento più essenziale ed involontario, cioè quello deputato alla sopravvivenza in senso stretto. Oltre a questa competenza nella regolazione delle funzioni primarie, la PRMF, nella componente della Formazione Reticolare, è coinvolta nella modulazione dei percorsi sensoriali e motori, ad esempio, per inibire le sensazioni del dolore. Altre proiezioni discendenti dalla formazione reticolare sono coinvolte nel controllo della postura e del movimento. Queste fibre si trovano principalmente nel tratto reticulospinale, che si estende dalla formazione reticolare per aiutare a mantenere la postura, facilitare i movimenti stereotipati come fare un passo e modulare il tono muscolare per aiutare o inibire il movimento.
medulla-oblongata
A livello di camminata il nostro corpo lavora in maniera incrociata e coordinata (gamba destra e braccio sinistro durante la camminata si flettono e si estendono contemporaneamente, da qui la connessione polso/caviglia, Ginocchio/gomito, spalla/anca) ed il sistema fasciale connette le varie parti del corpo rispettando il pattern della camminata. E’ quindi grazie a questo crocevia di informazioni, la PMRF, che è possibile andare ad utilizzare un tipo di informazione, in questo caso motoria, in una determinata area del corpo, per modificare la regolazione del dolore che la stessa PMRF è in grado di attuare in un’altra area del corpo.
Ovviamente la teoria a riguardo non è assolutamente semplice, ma vi assicuro che la pratica invece è molto più immediata di quanto ci si possa aspettare e con pochi e semplici esercizi spesso si ottengono dei risultati assolutamente strabilianti. Se volete approfondire vi aspettiamo ad uno dei nostri prossimi workshop HMO, è sufficiente che clicchiate sul bottone qui sotto per visitare la pagina del nostro calendario ed eventualmente procedere alla registrazione.
Dott. G. Giorgi
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