Dormire è dimagrire

Home / Nutrizione / Dormire è dimagrire

Dormire è dimagrire

Perché dormiamo? La risposta potrebbe essere banale, ovvero semplicemente perché abbiamo bisogno di riposare, ma cosa significa questo per il nostro organismo?

Durante il sonno si innesca una complessa serie di regolazioni ormonali, che influenza non solo il sonno stesso ma anche tutto quello che ne consegue, come minimo il successivo stato di veglia, ma anche i giorni e settimane successive.

D’altra parte non basta parlare di sonno ma bisognerebbe parlare di qualità del sonno, cioè fare si che il sonno sia efficace a mettere il nostro organismo nelle condizioni ideali per innescare quella serie di secrezioni ormonali che fanno si che il sonno possa essere ristoratore.

Quali sono gli ormoni che vengono prodotti durante il sonno?

Prima di tutto il GH, Growth Hormon in inglese, cioè l’ormone della crescita, quest’ormone come può suggerire facilmente il nome è fondamentale nel periodo di vita dello sviluppo, quindi fino ai 18 anni, ma è altrettanto importante per gli adulti in quanto attiva tutti i processi di rigenerazione cellulare, pelle in primis ma anche unghie, capelli, sistema respiratorio, digerente, uro-genitale. Favorisce la ricostruzione dei muscoli, tendini e legamenti se danneggiati, favorisce l’aumento di massa muscolare dopo adeguato stimolo allenante.

growth hormone written on notebook. Test tubes and hormones list

In più è il più potente stimolo lipolitico, ovvero il primo passo che deve avvenire nel tessuto adiposo (la scissione dei trigliceridi in glicerolo ed acidi grassi liberi) per il consumo dei grassi.

Un altro ormone caratteristico del sonno è il cortisolo, temutissimo dai bodybuilder, purtroppo spesso dimenticando che non potremmo vivere senza, tanto che i soggetti affetti dal morbo di Addison, che cioè, fra l’altro, non producono cortisolo, devono assumerlo giornalmente. Sono noti i suoi effetti negativi, come ritenzione idrica, aumento della fame, catabolismo (ovvero degradazione) muscolare, ma questi si manifestano quando l’ormone, specialmente sotto condizioni di stress, è in eccesso.

Una sua funzione molto importante è quella di essere un potentissimo antiinfiammatorio, dunque contribuisce in maniera decisiva alla benefica efficacia del sonno, in un modo o nell’altro, sicuramente avremo degli stimoli infiammatori durante la giornata, a maggior ragione se pratichiamo attività fisica, dunque l’azione del cortisolo risulta decisiva.

Questi sono gli ormoni prodotti durante il sonno, ma tutto il quadro ormonale, anche nella fase di veglia è influenzato dalla qualità del sonno.

Ad esempio una review (cioè un lavoro scientifico che analizza una serie di studi su un determinato argomento) ha analizzato la relazione tra l’incidenza del diabete e la qualità del sonno. Pubblicato nel 2016, è un lavoro frutto di un programma detto Sleep and Health Research Program, il risultato è una forte correlazione, la possibile spiegazione è l’alterato equilibrio tra due ormoni ovvero la leptina e la grelina; il primo è prodotto dal tessuto adiposo e funziona come un segnale di troppo pieno, ovvero segnala al nostro corpo di non mangiare perché abbiamo abbastanza riserve, il secondo è prodotto dallo stomaco quando si svuota, ovviamente ci spinge ad alimentarci.

Un’altra review pubblicata nel 2011 dalla Chicago University anticipava queste conclusioni, correlando in modo stretto l’obesità con la scarsa qualità del sonno e conseguente disregolazione della secrezione ed efficacia dell’insulina, eccesso di cortisolo e alterazione del rapporto grelina/leptina.

Ancora un’altra evidenza è fornita da una review che ha analizzato ben 16 studi, tutti confermano la correlazione tra scarsa qualità del sonno e diabete ed obesità; quello che risulta da questa review e che non posso che confermare dalla mia esperienza in studio, è non solo l’avere un maggiore appetito, quanto avere il desiderio di cibi dolci o comunque ad alta palatabilità, buoni in sintesi! Ma spesso ad alta densità calorica.

Uno studio del 2008 invece sottolinea come negli ultimi 50 anni la qualità e la durata del sonno siano peggiorati notevolmente, nello stesso periodo se è assistito ad una impennata dell’incidenza dell’obesità e del diabete di tipo II, non sarà certo l’unica causa, in quanto sicuramente le abitudini alimentari sono nel contempo peggiorate, così come l’attività fisica è diminuita, ma è certo un fattore importante e troppo spesso trascurato.

Molto interessante è infine uno studio operato dall’Università di Basilea che ha analizzato nel dettaglio la qualità del sonno, valutando le onde emesse dal cervello durante le fasi del sonno, dunque sottolineando come sia importante non solo la durata ma anche anzi soprattutto qualità del sonno.

Come sottolineato più di una volta però, non è la durata in se che fa si che il sonno sia ristoratore e quindi efficace. Penso sia capitato a tutti di dormire 5-6 ore e svegliarsi riposati, mentre al contrario dormire anche 8 ore ma con la sensazione di non aver dormito affatto!

homer_simpson dorme

Dunque un modo per valutare l’efficacia del sonno potrebbe essere uno strumento molto valido nel supporto ad un regime che abbia come obiettivo il dimagrimento ed in generale per migliorare la qualità di vita e l’attività fisica.

In effetti ad esempio il metodo M&T system, permette una valutazione molto attendibile della qualità del sonno, ovviamente lo strumento non si pone come diagnostico, quindi capace di valutare eventuali disturbi del sonno, ma risulta sicuramente molto più affidabile dei classici apparecchi da polso, in quanto le variabili analizzate sono maggiori; dunque fornisce una stima non solo della durata, ma anche della qualità globale del sonno distinguendo in particolare fra le tre fasi principali del sonno ovvero sonno pesante e REM, entrambi efficaci per il corretto asset ormonale e sonno leggero che deve essere presente ma non predominante altrimenti il sonno risulta di scarsa qualità.

Ovviamente sta poi ai tecnici, che ad esempio si occupano di nutrizione, l’azione per migliorare la situazione. Mi capita sovente di seguire atleti che praticano sport da combattimento, essendo comunque atleti non professionisti, anche se eccellenti in Italia ed in Europa, sono costretti ad allenarsi in tarda serata, con conseguenti difficoltà a dormire o ad avere un sonno riposante, ho risolto la cosa ribaltando uno dei dogmi che qualche anno fa era incontrovertibile, 100-150g di pasta alle 10 di sera quindi poco prima di andare a letto, risultato, sonno riposante e miglioramento notevole nella composizione corporea e nelle prestazioni sul ring!

                                                                                                                                                                          Dott. Roberto Cannataro

                                                                                                                                                DSC00056

Vuoi sapere se il tuo sonno è qualitativamente buono da permetterti un dimagrimento fisiologico? Clicca qui sotto a riceverai maggiori informazioni sul nostro modello M&TSystem

info push

Vuoi leggere altri articoli scritti dai nostri docenti? Allora visita il nostro BLOG, clicca qui 

 

The following two tabs change content below.

Stefano Ninci

Start typing and press Enter to search

MOTORBBT e gerarchia