L’importanza del lavoro sulle cicatrici (2nda parte)

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L’importanza del lavoro sulle cicatrici (2nda parte)

Ricordate il cliente con la cicatrice? (e se non ve lo ricordate potete cliccare qui http://www.4move.biz/cicatrici_1/ per rileggere l’articolo), direi che è giunto il momento di approfondire le motivazioni per le quali siamo riusciti ad ottenere tali risultati in relativamente poco tempo.

Già nei nostri workshop, durante l’introduzione dove spieghiamo il modello di ragionamento al quale facciamo riferimento quando usiamo il metodo HMO, sintetizziamo il funzionamento del sistema nervoso centrale (SNC) in 3 passaggi fondamentali. Chiamiamo questa parte del corso “Neurologia 101”

neuro 101

La teoria che sta alla base del concetto di Neurologia 101 è che il movimento, il dolore, la postura, la capacità di generare forza, e soprattutto movimenti complessi, sono tutti OUTPUT del nostro SNC. Questo è l’obiettivo del nostro cervello, e lo fa principalmente per sopravvivere (ossia nutrirsi, trovare riparo, riprodursi, auto-conservarsi etc). Questi output sono generati da una “centralina” che integra le informazioni che arrivano da tutta una rete di neuroni, differenziati per tipologia, chiamati recettori (vd. appendice). Una volta integrati i loro segnali si occupa di interpretarli e quindi prendere una decisione. Ovviamente la stragrande maggioranza di questi segnali è trattata a livelli più bassi del SNC (già a livello del midollo spinale e dei gangli esiste una forte capacità di processing delle informazioni), ed in vari punti del SN in generale (secondo la teoria del calcolo distribuito).
Ora ci interessa sapere in particolare la parte di ingresso degli IMPUT e la loro funzione.

Suddividiamo tutti i recettori in 3 macro aree:

  1. interocettori
  2. esterocettori
  3. propriocettori

Alla prima categoria, appartengono tutti i recettori che portano le informazioni dai nostri organi interni quali intestino, cuore, polmoni etc. In tutti essi sono presenti recettori capaci di attivarsi in base a diversi stimoli (che possono essere chimici, di stretch, di compressione etc) che portano informazioni sia al SNC che al SNA sullo stato dei tessuti e le loro richieste.

Gli esterocettori, la seconda classe, portano informazioni da stimoli esterni ovviamente, mentre i propriocettori portano informazioni bio-meccaniche riguardo alle posizioni articolari, tensioni muscolari e tendinee, stretch della pelle etc.

Il primo passo nella percezione del nostro corpo è l’attivazione di un neurone sensitivo primario che ha il suo corpo contenuto nel ganglio dorsale spinale. Probabilmente la funzione principale del sistema somato-sensitivo è di “tenerci al sicuro” ovvero proteggerci dai pericoli.

I recettori

Tutti i tessuti del nostro corpo sono costantemente sottoposti a degli stimoli provenienti dall’esterno o causati dai cambiamenti dei tessuti stessi nel tempo ed essi vengono rilevati da varie tipologie di recettori ognuno molto specializzato ed intelligente se volete. I neuroni sensitivi portano le informazioni verso il SNC (sono detti pertanto afferenti). Questi sono chiamati neuroni sensitivi primari in quanto sono i primi a portare le informazioni dalla periferia verso il centro.

la via del dolore

Essi possono essere classificati in vari modi. La prima classificazione dipende da quanto sono spessi e dal fatto che siano mielinizzati o meno. Questo tipo di categorizzazione sarà annotata con numeri romani: gruppo I i più grandi fino al gruppo V i più fini.

neuroni_suddivisione

Possono essere catalogati anche in base alla velocità di conduzione del messaggio. Questa volta useremo una lettera ed un simbolo greco. A alfa (α) sono le più veloci e conducono informazioni propriocettive dai fusi neuromuscolari e dagli organi tendinei del Golgi; A beta (β) sono le seconde più veloci e servono a distinguere stimoli meccanici e termici, dannosi o meno; A delta (δ) sono le più lente tra le mielinizzate e portano informazioni dallo spostamento dei follicoli piliferi ed eventi meccanici possibilmente dannosi; le fibre di tipo C non presentano rivestimento mielinico e portano sempre stimoli di tipo meccanico, termico e chimico, che sia dannoso oppure no.
Quello che succede durante un operazione chirurgica è che molti dei rami periferici e non di moltissimi di questi neuroni che portano le informazioni dalla periferia e dall’interno del nostro corpo stesso, vengono recisi. In una fase successiva alcuni di essi, i più sottili e “fortunati” potranno ricrescere, ma molto probabilmente la loro funzionalità sarà alterata. Immaginate intorno ad una cicatrice qualsiasi un area dove la sensibilità, risulta alterata e sappiate bene che non sempre l’ampiezza del danno e quindi della sua cicatrice, corrisponde alla sua disfunzionalità. Spesso nella nostra pratica abbiamo trovato cicatrici piccole ed insignificanti che davano notevoli problemi nell’output (ancora una volta sia esso dolore, postura, funzionalità etc…).

Quindi quest’area risulterà, in seguito alla permanenza del danno neurale nel tempo, meno mappata dal punto di vista propriocettivo. Cosa vuol dire? le informazioni provenienti dai neuroni, tramite varie vie raggiungono vari livelli del SNC. In primis il cervelletto. Esso è il principale “integratore” delle informazioni provenienti dalla periferia ed è quello che si occupa principalmente di 3 aspetti che identifichiamo con l’acronimo ABC: Accuracy ossia precisione, Balance come equilibrio e Coordination per coordinazione. Se le informazioni saranno più scarse per una carenza di qualità dell’input o per uno scarso funzionamento di alcuni recettori, le funzioni sopra elencate ovviamente non potranno essere espletate al meglio e ciò contribuirà a peggioramenti nell’output.

Queste informazioni raggiungeranno, dopo aver fatto relè nel talamo, anche la corteccia sensitiva primaria, situata nei due lobi parietali. In questa parte del SN sono presenti i due homuncoli sensitivi, uno per lato che non sono altro che la rappresentazione che il nostro cervello ha della periferia. Sono così sproprorzionati perchè sono la visualizzazione di quanto è estesa la porzione di corteccia che si occupa di decodificare informazioni provenienti da quella parte del corpo ed esso è direttamente proporzionale al numero di recettori presenti a livello periferico.
La dimostrazione lampante di questo è che le mani e la faccia, i piedi ed i genitali sono enormi rispetto al resto del corpo. Sappiamo benissimo che la nostra sensibilità in quelle zone è molto maggiore di quella che abbiamo su gomiti, ginocchia anche etc..

Homunculus-1

 

Come ricordate con Giuseppe avevamo fatto un lavoro su 2 punti di vista.
Uno prettamente di stimolazione sensoriale attiva(il “compito” che gli avevo assegnato per casa di accarezzarsi più spesso possibile, ed uno di stimolazione passiva.

Lavorando con le sue stesse mani e visualizzando quello che stava facendo ci ha permesso un attivazione di determinati recettori (principalmente Meissner, Merkel, plessi dei bulbi, Ruffini e terminazioni nervose libere) e soprattutto un’attivazione corticale maggiore grazie al fatto che era lui stesso a creare il movimento che gli avrebbe dovuto fornire la stimolazione. L’applicazione del taping kinesiologico invece ha fornito la stimolazione passiva continua che si occupava di continuare lo stimolo anche quando lui non poteva toccarsi.

Per causare un cambiamento neuroplastico abbiamo bisogno di un tot di impulsi (volume) che sia concentrata in un determinato lasso di tempo ed abbia una determinata intensità. Proprio come l’allenamento. Ho bisogno di ripetere x volte in una settimana lo squat per migliorarlo, di usare determinati carichi e farlo ogni y giorni altrimenti tutto sarà inutile ed i miei progressi saranno inesistenti o troppo lenti.
La riabilitazione sensitiva deve seguire gli stessi principi. Identici.

Pur non avendo testato sul ragazzo anche la sensibilità verso le altre forme di stimolo (vibrazione, temperatura ed altro) in quanto ero agli inzi del mio studio verso quella direzione, i risultati sono stati incredibili.

Come spieghiamo durante i corsi tutto quello che abbiamo fatto si può spiegare con la seguente analogia:

immaginate di avere una mappa della città che state visitando (siete in vacanza a Parigi e senza di essa siete perduti) e fate cadere qualche goccia di caffè per sbaglio su di essa. Ora sarà un problema capire quale sarà la strada per andare dal museo del Louvre fino alla Bastiglia.

Ora quella chiazza di caffè la possiamo comparare alla zona dove Giuseppe era diventato insensibile. In quella zona era presente Sensory Motor Amnesia (amnesia senso-motoria, ossia il soggetto aveva problemi a sentire oltre che a muovere la parte). Lavorare sul cercare di fornire stimoli tattili di vario tipo è l’equivalente del pulire la macchia dalla mappa. Ora sapremo quale sarà la strada più veloce oppure più lunga, dove prendere la metro o il bus e via dicendo. Il mio cliente finalmente avrà in mano il pieno uso del suo corpo, lasciandolo con la possibilità di poterlo usare al pieno delle sue potenzialità.

Per riassumere:
l’importanza della riabilitazione sensoriale è troppo sottovaluta ancora ai giorni nostri sebbene oramai le ricerche siano concordi nel sottolineare quanto essa sia indispensabile, la maggior parte dei terapisti e degli allenatori, per non parlare delle figure mediche, ancora ne ignora completamente le implicazioni e come ottenere un suo pieno recupero.

Dott. Daniele Baioletti

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APPENDICE: I RECETTORI CUTANEI

Presentiamo qui una breve descrizione dei vari tipi di recettori cutanei e del loro funzionamento.

recettori cubo

Corpuscoli di Meissner

Recettori per il tatto fine e vibrazioni a basse frequenze
Tipo di adattamento: fasico
Concentrazione: punte delle dita, palpebre, organi genitali esterni e capezzoli

Dischi di Merkel
Recettori per il tatto fine e pressione.
Tipo di adattamento: tonico
Concentrazione: parti del corpo glabre

Plessi delle radici pilifere
Recettori per il tatto fine nelle zone del corpo che presentano peli
Tipo di adattamento: fasico
Concentrazione: parti pelose del corpo

Corpuscoli di Ruffini
Recettori per il tatto aspecifici e il calore. Sono terminazioni nervose incapsulate. Servono anche a sentire i movimenti articolari
Tipo di adattamento: tonico
concentrazione: situati profondi nel derma e nelle capsule articolari

Corpuscoli di Krause
Recettori per il freddo. Sono terminazioni nervose incapsulate.
Tipo di adattamento: tonico
Concentrazione: collocate vicino in maniera più periferica rispetto ai Ruffini

Corpuscoli del Pacini
Recettori per forti pressioni e vibrazioni con frequenze più alte.
Collocati profondi nella pelle e negli altri tessuti molli. Sono delle terminazioni nervose incapsulate.
Tipo di adattamento: fasico.
Concentrazione: vicino alle articolazioni, muscoli scheletrici, palmi delle mani e piante dei piedi, genitali esterni, seno e tratto gastro-intestinale.
Terminazioni nervose libere
Sono sensibili alla temperatura, stimolo pericoloso (nocicettivo), pressorio e tatto fine o grossolano.
Tipo di adattamento: vario sia tonico che fasico
Concentrazione: sono i più comuni tipi di recettori e presentano diverse funzioni.

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Stefano Ninci

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